Classificazione Estintori e Classi di Fuoco: La Guida Aggiornata 2026

La scelta dell’estintore corretto non è una decisione discrezionale, ma un obbligo tecnico-normativo fondamentale per la sicurezza antincendio. In Italia, la classificazione degli estintori e dei fuochi è regolata da norme europee severe (UNI EN) che determinano l’efficacia di un dispositivo su specifici materiali combustibili.

Conoscere le Classi di Fuoco è il primo passo per rispettare il D.M. 2 settembre 2021, che impone al Datore di Lavoro di dotare l’azienda di presidi adeguati al livello di rischio specifico.

Le norme UNI EN 2: 2005 e UNI EN 3-7: 2008

Per comprendere gli estintori, bisogna distinguere tra la classificazione del fuoco e quella dell’estintore:

 
Ambito  Norma di Riferimento
Classi di fuoco UNI EN 2: 2005
Requisiti estintori portatili UNI EN 3-7: 2008
Manutenzione e revisione UNI 9994-1: 2024
Qualifica manutentori D.M. 1/9/2021 (obbligo dal 25/09/2026)
 

In Italia, l’omologazione e la commercializzazione degli estintori sono vincolate al D.M. 7 gennaio 2005, che recepisce integralmente le norme UNI EN.

Le 6 Classi di Fuoco (Tabella Tecnica)

Di seguito riportiamo la classificazione ufficiale dei fuochi. Alla classificazione tradizionale (UNI EN 2: 2005), che definisce le prime cinque tipologie di focolai, si affianca oggi la fondamentale integrazione introdotta dalla norma internazionale ISO 3941:2026, che ufficializza la Classe L per le batterie agli ioni di litio. È di vitale importanza sottolineare che l’utilizzo di un estinguente non idoneo (come l’acqua su metalli reattivi, olio bollente o accumulatori in thermal runaway) non solo risulta inefficace, ma può innescare reazioni violentissime, esplosioni o lo sviluppo di nubi tossiche letali.

Simbolo Tipologia di Combustibile Dettagli Tecnici e Natura Estinguente Consigliato
A
🪵🔥
Solidi
Fuochi di Solidi
Legno, carta, carboni, tessuti, pellami, gomma e derivati.
Caratterizzati da combustione con formazione di braci incandescenti. Bruciano sia con fiamma viva che allo stato solido incandescente. Polvere
Acqua / Schiuma
B
⛽🛢️
Liquidi
Fuochi di Liquidi
Benzina, gasolio, alcol, solventi, vernici, grassi minerali.
Include anche i solidi liquefattibili (es. plastiche che fondono, cere, paraffine). Bruciano solo in presenza di fiamma viva, senza produrre braci. Schiuma
Polvere
CO2
C
💨🔥
Gas
Fuochi di Gas
Metano, GPL, Idrogeno, Propano, Acetilene, Butano.
Altissima pericolosità per rischio esplosione. L’intervento prioritario è intercettare la perdita (chiudere la valvola) prima di spegnere la fiamma. Polvere
D
⚙️💣
Metalli
Metalli Combustibili
Magnesio, Potassio, Sodio, Alluminio in polvere, Titanio.
Bruciano a temperature elevatissime.
⚠️ VIETATO USARE ACQUA: genera reazioni esplosive immediate e violente.
Polveri Speciali D
F
🍳🍟
Oli Cucina
Oli e Grassi da Cottura
Oli vegetali o animali utilizzati in friggitrici e cucine professionali.
Differiscono dai liquidi infiammabili (Classe B) per l’altissima temperatura di innesco. Richiedono agenti che agiscano per saponificazione e raffreddamento. Schiuma speciale “F”
L
🔋⚡
Litio
Batterie agli Ioni di Litio
(Rif. ISO 3941:2026)
Muletti elettrici, e-bike, auto elettriche, smartphone, server.
[NOVITÀ 2026] Incendi di natura elettrochimica caratterizzati dal Thermal Runaway (fuga termica). Ufficializzati a livello internazionale dalla norma ISO 3941:2026 (gennaio 2026). Gli estintori tradizionali sono inefficaci contro questi focolai che sviluppano gas tossici e temperature estreme. AVD (Vermiculite in dispersione acquosa) o agenti specifici

N.B. per le Aziende e Novità Normative 2026: L’introduzione ufficiale della Classe L (tramite l’aggiornamento della norma ISO 3941:2026 di gennaio) segna uno spartiacque per la sicurezza aziendale. A questo si aggiunge la recentissima entrata in vigore del D.Lgs. 10 febbraio 2026, n. 29 (Decreto Batterie, in vigore dal 7 marzo 2026).

Alla luce di questo nuovo inquadramento normativo, il Datore di Lavoro non può più ignorare il rischio legato agli accumulatori. L’introduzione massiccia di dispositivi a batteria (es. muletti elettrici, flotte aziendali, sale server) impone l’obbligo di aggiornare tempestivamente il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) e il Piano di Emergenza ed Evacuazione (PEE), dotando le aree di ricarica di estintori idonei e qualificati per la Classe L, come approfondito nella nostra pagina dedicata agli incendi da auto e veicoli elettrici.

Il "Mito" della Classe E: Gli impianti elettrici

Molto spesso si sente parlare impropriamente di “Classe E” per indicare gli incendi di natura elettrica. È importante chiarire che la norma UNI EN 2 non prevede la Classe E.

L’elettricità non è un combustibile, ma una sorgente di innesco o una condizione di rischio. Una volta tolta la tensione, l’incendio torna ad essere di classe A (plastica dei cavi) o B (olio dei trasformatori). Tuttavia, gli estintori riportano spesso la dicitura “Utilizzabile su apparecchi in tensione”. Questo significa che l’estintore ha superato la prova dielettrica prevista dalla norma EN 3-7 (generalmente fino a 1000 V ad una distanza di 1 metro).

  • L’estintore ideale per quadri elettrici: È l’estintore a CO2 (Anidride Carbonica), poiché è un gas inerte, dielettrico e non lascia residui che potrebbero danneggiare i componenti elettronici.

Come leggere l'etichetta: I Focolai di Prova

Un errore comune è guardare solo le lettere (es. “Estintore AB”). Per valutare la reale capacità di spegnimento, bisogna leggere il numero che precede la lettera (es. 34A o 233B).

Questi codici alfanumerici indicano la performance dell’estintore ottenuta durante i test di omologazione:

  • Classe A (Solidi): Il numero indica la lunghezza della catasta di legno che l’estintore è riuscito a spegnere. Un estintore 34A è molto più potente di un 13A.

  • Classe B (Liquidi): Il numero indica i litri di liquido infiammabile (miscela acqua/benzina) spenti in vasca. Un estintore 233B rappresenta il massimo della performance per i portatili standard.

Per le aziende classificate a rischio medio o alto (Livello 2 o 3), il D.M. 2 settembre 2021 richiede un’attenta valutazione del carico d’incendio per scegliere estintori con capacità estinguente adeguata.

Guida alla scelta del giusto estintore in azienda

La scelta dell’agente estinguente determina il successo dell’intervento antincendio. Di seguito una tabella comparativa delle caratteristiche tecniche per le tipologie più diffuse, aggiornata alle recenti introduzioni normative sulle batterie al litio:

Tipologia Estintore Caratteristiche Tecniche e Normativa

Polvere

Storicamente il più diffuso per l’elevato potere di spegnimento per inibizione chimica.

  • Pro: Economico, potente, efficace su classi di fuoco A B C.
  • Contro: La polvere è corrosiva, danneggia l’elettronica e riduce la visibilità.
⚠️ Attenzione: D.M. 02/09/2021

La normativa sconsiglia l’uso della polvere in ambienti chiusi (uffici, scuole, hotel) poiché la nube erogata riduce la visibilità e irrita le vie respiratorie, ostacolando l’evacuazione. Si raccomanda la sostituzione con estintori idrici.

CO2
(Anidride Carbonica)

Agisce per soffocamento e raffreddamento. Specifico per Classi B e apparecchiature elettriche.

  • Pro: Pulito (non lascia residui), gas dielettrico (sicuro su quadri in tensione).
  • Contro: Shock termico (-79°C), scarsa efficacia all’aperto, INEFFICACE sulla Classe A (non spegne carta/legno).

Schiuma
(Idrico)

Ideale per luoghi al chiuso. Agisce creando un film sigillante su liquidi (B) e solidi (A).

  • Pro: Ottima visibilità durante l’uso (sicuro per l’esodo), raffredda e previene riaccensioni.
  • Contro: Non idoneo per incendi di natura elettrica superiori a 1000 Volt.

AVD
(Vermiculite)

Agente estinguente a base di dispersioni acquose di vermiculite, sviluppato appositamente per le batterie agli ioni di litio (Classe L).

  • Pro: Interrompe la catena del Thermal Runaway, incapsula le celle isolando l’ossigeno e resiste a temperature oltre i 1000°C.
  • Contro: Costo di acquisto superiore rispetto ai presidi tradizionali, impiego altamente specifico.
💡 Focus 2026: Rischio Litio

Indispensabile per le aziende con muletti elettrici, flotte aziendali o server room. L’adozione di questi presidi garantisce la corretta copertura del rischio in conformità alla nuova ISO 3941:2026 e al D.Lgs. 29/2026.

 

Hai bisogno di installare o manutenere gli estintori?

Studiolab Consulenze collabora ufficialmente con PAi Antincendio, azienda leader certificata per l’installazione, la verifica periodica e la manutenzione di presidi antincendio, già in regola con il decreto controlli D.M. 1/9/2021.

Partner Certificato Visita PAI Antincendio

La Manutenzione: Obbligo Sanzionabile e Novità UNI 9994-1:2024

Avere l’estintore corretto non basta: deve essere efficiente. La manutenzione antincendio non è una “semplice formalità”, ma un obbligo penale regolato dal D.M. 1° settembre 2021 (Decreto Controlli) e dalla norma tecnica UNI 9994-1.

📢 Novità Normativa 2025 (UNI 9994-1:2024) Dal 25 luglio 2024 è in vigore la nuova norma UNI 9994-1:2024 che ha modificato radicalmente le scadenze per la revisione degli estintori. La novità più importante riguarda gli estintori a polvere: l’intervallo di revisione (sostituzione dell’estinguente) si allunga, passando da 36 a 60 mesi (ogni 5 anni), uniformandosi a quelli a CO2.

Le 4 fasi della manutenzione obbligatoria oggi sono:

  1. Sorveglianza: Controllo visivo mensile (a cura dell’azienda/datore di lavoro).

  2. Controllo Periodico: Semestrale (effettuato da tecnico manutentore qualificato).

  3. Revisione Programmata: Sostituzione completa dell’estinguente interno (scadenza variabile per tipo).

  4. Collaudo: Verifica della stabilità del serbatoio tramite prova idraulica.

Tabella sintetica aggiornata alla UNI 9994-1:2024.

Tipologia Estintore Controllo
(Tecnico Qualificato)
Revisione
(Cambio Estinguente)
Collaudo
(Test Serbatoio CE)
🧯 Polvere
★ NUOVA SCADENZA ★
6 Mesi 60 Mesi
(5 Anni)
12 Anni
(Ciclo di vita max)
❄️ CO2 6 Mesi 60 Mesi
(5 Anni)
10 Anni
💧 Schiuma
(Serbatoio Inox/Alluminio)
6 Mesi 48 Mesi
(4 Anni)
12 Anni
 

Dal 26 Settembre 2026: Obbligo di Qualificazione per i Manutentori Antincendio

Il 2026 segnerà uno spartiacque storico per la sicurezza antincendio in Italia. Dopo diverse proroghe, il quadro normativo si completa rendendo operativa la figura del Manutentore Qualificato. Non sarà più sufficiente l'”esperienza”, ma servirà una certificazione formale per operare sugli impianti.

 

📅 Deadline: 26 Settembre 2026

A partire da questa data scatta l’obbligo definitivo di qualificazione per i tecnici manutentori antincendio. Potranno operare e firmare il registro antincendio solo i professionisti in possesso dell’attestato ufficiale rilasciato ai sensi del D.M. 1° settembre 2021 (Decreto Controlli).

La scadenza, originariamente prevista per il 2025, è stata posticipata di un anno dal Decreto del Ministero dell’Interno del 15 luglio 2025. Questa “ultima proroga” è stata concessa per superare le criticità operative territoriali e permettere il completamento della piattaforma informatica nazionale per la gestione delle qualifiche.

Cosa cambia per le aziende? Dal 26 settembre 2026, affidare la manutenzione di estintori, idranti o porte tagliafuoco a personale non qualificato renderà la manutenzione nulla ai fini di legge, esponendo il Datore di Lavoro a sanzioni per culpa in eligendo. Leggi la Cricolare dei Vigili del Fuoco n. Circolare DCPREV prot. n. 14804 del 6/10/2021.

L'utilizzo degli estintori nei corsi Antincendio

Il momento dell’emergenza è caratterizzato da panico, confusione e tempi di reazione ridotti. Per questo motivo, nei corsi antincendio di Studiolab Consulenze, la prova pratica non è un accessorio, ma il cuore pulsante della formazione.

In ottemperanza al D.M. 2 settembre 2021, che rende obbligatorie le esercitazioni pratiche per tutti i livelli di rischio (1, 2 e 3), i nostri istruttori ti guideranno in simulazioni realistiche su focolai controllati.

  • Approccio al fuoco: Valutazione della distanza di sicurezza e della direzione del vento (o dei flussi d’aria).
  • Tecnica di erogazione: Come impugnare la maniglia, togliere la spina di sicurezza e dirigere il getto alla base delle fiamme (non sul fumo!).
  • Gestione dello scarico: Imparare a dosare l’agente estinguente (la durata di un estintore portatile è di pochi secondi).

 

Devi formare la tua squadra antincendio?

Consulta il calendario completo dei nostri corsi (Livello 1, 2 e 3) e prenota la formazione conforme alle nuove norme. Vedi Tutti i Corsi Antincendio →

*Tutte le prove pratiche sono svolte in sicurezza utilizzando DPI adeguati e simulatori di fuoco ecologici o vasche controllate, sotto la stretta supervisione di tecnici abilitati ex Vigili del Fuoco.

Articolo redatto da Giuliano Vasciaveo RSPP Consulente per la Sicurezza e Docente Antincendio qualificato (art. 6, D.M. 2/9/2021).