Malattie professionali nel commercio al dettaglio: i rischi più diffusi e come prevenirli


Introduzione

Nel settore del commercio al dettaglio, in Italia operano circa 1,78 milioni di addetti in oltre 547.000 imprese, prevalentemente microimprese con una media di 3,3 addetti per azienda. Nonostante non sia un’attività tradizionalmente “pericolosa”, espone i lavoratori a rischi insidiosi e spesso trascurati, anche nella valutazione dei rischi. Questo articolo analizza le patologie più frequenti, i dati epidemiologici, le differenze di genere e le buone pratiche per minimizzare i rischi.


1. Dimensione del settore e contesto operativo

  • Al 31 dicembre 2021, erano attivi 712.452 esercizi, distribuiti con il 29,9 % nel Sud, 21,2 % nel Nord‑Ovest, 20,2 % al Centro, 15,9 % nel Nord‑Est e 12,7 % nelle isole.
  • Nel dettaglio: 10.956 supermercati, 3.613 grandi magazzini, 678 ipermercati.

Gli ipermercati impiegano in media 114,4 addetti, rispetto ai 19,2 dei supermercati e agli 11,3 dei grandi magazzini. Questi numeri mostrano l’enorme impatto occupazionale e la centralità del commercio al dettaglio, nel panorama economico italiano.


2. Malattie più diffuse: dati INAIL e MalProf

Nel 2022 sono state registrate circa 60.000 denunce di malattie professionali, con un aumento del +9,9 % rispetto a 2021 (55.201). Questo trend riflette una maggiore consapevolezza e l’importanza crescente della sorveglianza sanitaria (sistema MalProf).

Le patologie più frequenti includono:

  1. Disturbi muscolo‑scheletrici
    • Causati da movimenti ripetuti, posture non ergonomiche, sovraccarico biomeccanico, soprattutto per cassieri e addetti allo scaffale.
  2. Dermatiti da contatto
    • Riguardano la pelle, specie a contatto con detersivi, solventi o prodotti alimentari.
  3. Patologie del sistema respiratorio
    • Pur meno comuni, in presenza di polveri o agenti chimici possono emergere.
  4. Incidenti infortunistici

3. Differenze di genere e segmenti a rischio

La scheda MalProf evidenzia che:

  • Le donne, spesso impiegate alle casse, soffrono maggiormente di patologie muscolo‑tendinee degli arti superiori per movimenti ripetitivi e posture statiche.
  • Gli uomini, invece, risultano più esposti a infortuni legati a movimentazione manuale di carichi, come nello scarico merci o nel rifornimento scaffali.

Queste differenze giustificano strategie mirate: postazioni ergonomiche per i cassieri, formazione per la movimentazione sicura dei carichi.


4. Prevenzione: misure tecniche, organizzative e formative

A. Ergonomia e progettazione postazioni

  • Inserimento di vassoi rotanti sulle casse per ridurre movimenti forzati puntosicuro.itpuntosicuro.it.
  • Pavimentazioni antiscivolo (coefficienti DIN 51130) e assenza di dislivelli, rampe o ostacoli puntosicuro.it.

B. Organizzazione del lavoro

  • Pause regolari per prevenire fatica muscolare, pause attive con esercizi di stretching.
  • Rotazione delle mansioni per alleggerire il carico biomeccanico su segmenti specifici del corpo.

C. Formazione e sorveglianza sanitaria

  • Corsi obbligatori: formazione generale e specifica (basso rischio) per operatori nel commercio.
  • Sorveglianza medica mirata, con screening per i disturbi più frequenti, come ciclo della cassa o sistemazione scaffali.

D. DPI (Dispositivi di protezione individuale)

  • Guanti protettivi per lavorare con prodotti chimici o rischi di taglio.
  • Calzature antiscivolo, abbigliamento idoneo.

5. Sintesi dei principali strumenti per la sicurezza

Strumento Finalità Benefici
Analisi MalProf Monitoraggio malattie Identifica cluster di rischio
Ergonomia postazioni Riduce sforzi ripetitivi Minor rischio di disturbi muscolo‑scheletrici
Formazione dedicata Aumenta consapevolezza Diminuzione infortuni e patologie
Sorveglianza sanitaria periodica Controllo precoce Diagnosi e intervento tempestivo
Adattamento flessibile Rotazione, pause Mitiga carico fisico e mentale

6. Conclusioni

Inoltre, è essenziale che le aziende del settore investano in una formazione continua in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, aggiornata e coinvolgente, che promuova non solo la conoscenza delle normative, ma anche l’adozione di buone pratiche quotidiane. La prevenzione partecipata, che coinvolge lavoratori e responsabili, rafforza l’efficacia delle misure adottate.

Il commercio al dettaglio impiega oltre 1,7 milioni di lavoratori in Italia, esposti a rischi spesso sottovalutati.

Le patologie più frequenti sono disturbi muscolo‑scheletrici, dermatiti e infortuni da cadute o tagli.

L’approccio efficace è multidisciplinare, combinando analisi epidemiologiche (MalProf), ergonomia, formazione e sorveglianza sanitaria.

La personalizzazione dell’interventistica con attenzione alle differenze di genere e alle specifiche mansioni consente di intervenire con efficacia, riducendo il numero di denunce.

Articolo redatto da Giuliano Vasciaveo RSPP Consulente per la Sicurezza e Docente Antincendio qualificato (art. 6, D.M. 2/9/2021).