Che cosa significa haccp?

Che cosa significa haccp?

Se stai per intraprendere una carriera nel settore alimentare, in qualità di imprenditore, socio o dipendente, devi assolutamente sapere cos’è l’HACCP e perché è così importante per le attività della filiera agroalimentare.

Capire quali sono le regole dell’igiene e della sicurezza alimentare, è un requisito indispensabile per tutti i professionisti che entrano in contatto con gli alimenti, in maniera diretta e indiretta: dai produttori delle grandi aziende, fino ai camerieri.

Le normative in ambito di sicurezza alimentare fanno capo all’Unione Europea, con la pubblicazione del Reg.CE 178/2002 nel 2002 e del Pacchetto Igiene nel 2004, in vigore dal 1° Gennaio 2006. Il Pacchetto Igiene, è l’insieme di 4 regolamenti, che armonizzano la legislazione alimentare per tutti gli stati membri. Ciò vuol dire che ad esempio in Spagna, Germania, Francia, troveremo le stesse regole generali d’igiene che abbiamo in Italia.

Entriamo maggiormente nel dettaglio dell’argomento, cercando di comprendere esattamente cosa significa la sigla HACCP e da dove essa ha origine.

HACCP è l’acronimo di Hazard Analysis Critical Control Point (Analisi dei Rischi e Controllo dei Punti Critici). E’ un sistema studiato per applicare correttamente ed efficacemente l’autocontrollo alimentare, nato negli anni sessanta negli USA. L’ HACCP ha come obiettivo la garanzia della sicurezza igienica degli alimenti dalla produzione fino alla tavola.

La normativa nazionale

A livello nazionale, la normativa di riferimento per il rispetto delle disposizioni in materia di igiene alimentare, è rappresentata dal Decreto Legislativo 193/07. Il decreto, prevede un’attività di autocontrollo igienico in tutti i pubblici esercizi e nelle industrie alimentari da parte dei titolari, e un’attività di vigilanza espletata attraverso gli ispettori dei Dipartimenti di Prevenzione territorialmente competenti. In particolare, è previsto che il responsabile dell’azienda, denominato OSA (operatore del settore alimentare), garantisca che gli alimenti che immette sul mercato siano assolutamente sicuri dal punto di vista sanitario, dimostrando il rispetto di precisi standard microbiologici.

In parole povere, tutti gli alimenti che acquistiamo al supermercato, in pasticceria, macelleria, ecc., e che ci somministrano al ristorante, devono essere privi di contaminanti fisici, chimici e microbiologici: batteri, virus, parassiti, residui di prodotti chimici o corpi estranei, che potrebbero nuocere alla salute dei consumatori.

Per assicurare la sicurezza degli alimenti, l’OSA deve eseguire delle campionature analitiche sui prodotti e sottoporre gli stessi ad analisi chimiche e microbiologiche, affidandosi ad un laboratorio accreditato Accredia. Studiolab esegue analisi sugli alimenti a Roma e nel Lazio. Haccp Roma.

Il corso haccp

Per poter lavorare in una qualsiasi azienda alimentare, la legge impone il conseguimento del certificato HACCP, attraverso la frequentazione di uno specifico corso di formazione, la cui durata varia in base alla mansione svolta. >
Si tratta di un attestato che sostituisce il Libretto di Idoneità Sanitaria, soppresso in molte regioni italiane, che dimostra il possesso delle conoscenze relative alla microbiologia, alla conservazione degli alimenti e a tutte quelle procedure operative standard descritte nel manuale haccp aziendale.

Lo scopo del corso haccp, è quindi quello di far operare consapevolmente tutto il personale dell’impresa alimentare, mettendolo a conoscenza dei pericoli presenti durante la manipolazione degli alimenti.

Per frequentare un corso haccp roma, visita la sezione dei nostri corsi haccp>

Il Manuale haccp aziendale

Che cos’è il Manuale haccp? Ogni impresa alimentare, deve redigere il proprio manuale haccp, denominato anche piano di autocontrollo alimentare, descritto in questa pagina del nostro sito webIl manuale deve contenere tutte le informazioni relative alle misure messe in atto per la prevenzione dei rischi di contaminazione adottate dall’azienda, in ottemperanza ai sette princìpi del sistema HACCP.

Dal momento che ogni azienda ha caratteristiche strutturali e produttive differenti, la documentazione deve essere redatta dopo aver fatto un’attenta analisi dei cicli produttivi dell’azienda in esame; il manuale, pertanto, non può quindi essere unico per tutte le aziende, ma deve essere costruito su misura.

Ecco i punti fondamentali che devono essere contenuti in un Manuale HACCP:

  1. Identificazione dei rischi presenti nei vari processi di lavorazione degli alimenti; l’obiettivo è prevenire e ridurre al minimo gli eventuali ‘pericoli’;
  2. Individuazione dei Punti Critici di Controllo (CCP), fasi dove è possibile intervenire per prevenire, eliminare o limitare il rischio;
  3. Definizione dei limiti critici dei CCP, ovvero stabilire i limiti di accettabilità dei rischi presenti nell’ambito dei CCP, (ad esempio le temperatura di stoccaggio degli alimenti deperibili +4 °C, limite critico da non superare + 7 °C);
  4. Definizione delle procedure di monitoraggio dei CCP (ad esempio la registrazione quotidiana delle temperature dei frigoriferi);
  5. Predisposizione di azioni correttive in caso di un superamento di un CCP;
  6. Attuare procedure di verifica atte a monitorare l’efficacia e il corretto funzionamento delle procedure operative standard descritte nel manuale haccp;
  7. Predisposizione della documentazione aziendale, idonea alla realtà aziendale.

Coronavirus, a Roma è proibita la pizza margherita e farcita.

Coronavirus, a Roma è proibita la pizza margherita e farcita.

Coronavirus, a Roma è proibita la pizza margherita e farcita. La polizia Roma Capitale, dichiara guerra ad alcune tipologie di pizza, come quella alle verdure o con la mozzarella. Diversi panificatori della capitale, hanno subìto ingenti sequestri di alcune tipologie di pizza in teglia.

RESTRIZIONI SOLO PER I PANIFICATORI

Come precisato al punto 1.4 della circolare firmata da Massimo Ancillotti, dirigente dell’unità Studi e applicazione normativa della Polizia Locale di Roma Capitale, le panetterie sarebbero autorizzate a vendere solo prodotti della panificazione, quindi pizza bianca e rossa con solo pomodoro, senza mozzarella, patate o diversi altri ingredienti.

L’ordinanza precisa che l’attività dei laboratori di panificazione comprende, oltre alla preparazione di vari tipi di pane e grissini, anche quella di pizza e focacce tipiche di panificazione, sia bianche (semplici o condite con olio e rosmarino) sia rosse (condite al pomodoro e olio) e di pasticceria secca, mentre “non si deve considerare compresa la pizza condita e farcita diversamente”.

Si tratta di un’ordinanza che ha già provocato non pochi turbamenti e proteste tra i panificatori romani, i quali sono stati costretti ad eliminare molte teglie di pizza nelle pattumiere, racconta Giancarlo Giambarresi, presidente dei Panificatori romani che aderiscono alla Confesercenti. “Ci siamo dovuti adeguare, altrimenti avremmo rischiato pesanti sanzioni, anche penali”.

Coronavirus, a Roma è proibita la pizza margherita e farcita. Penalizzati i consumatori?

E’ un’ordinanza molto penalizzante per i consumatori, soprattutto anziani, che si servono nei negozi di quartiere e per quali le pizze farcite rappresentano un pasto completo.

L’iniziativa, secondo i panificatori romani, potrebbe essere il frutto di pressioni di tutti quegli esercenti che hanno subìto provvedimenti di chiusura da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri e che avrebbero protestato per l’ingiusto “vantaggio” dato ai negozi rimasti aperti.

In favore delle pizze farcite, si è schierata Confcommercio, la quale spiega che i laboratori che producono e vendono al dettaglio prodotti di panetteria freschi, sono classificati con codici ATECO 10.71.10 e 47.24.10, tipologie escluse dall’obbligo di sospensione, e che potrebbero, pertanto, poter vendere anche i prodotti di gastronomia farciti in ogni modo, senza nessuna restrizione.

Una delle possibili interpretazioni di questa ordinanza comunale, è che il legislatore abbia voluto evitare che i panificatori debbano approvvigionarsi continuamente di alimenti freschi: una
riflessione poco plausibile, visto che latte, burro e uova sono materie prime indispensabili per preparare grissini, biscotteria e altri prodotti “autorizzati”.

Quale mascherina ci protegge dal coronavirus?

Quale mascherina ci protegge dal coronavirus?

Quale mascherina ci protegge dal coronavirus? Le mascherine chirurgiche monouso, indossate molto spesso dalle persone in strada, non rappresentano un valido dispositivo per proteggerci. Definite come dispositivi medici, proteggono limitatamente le mucose naso-boccali e sono indossate esclusivamente dai pazienti ospedalieri.

Al contrario, le mascherine con valvola filtrante classificate FFP1, FFP2 e FFP3, sono in grado di filtrare anche le particelle più piccole e sono considerate dei veri e propri dispositivi di protezione individuale.

Usate soprattutto dal personale sanitario per la prevenzione del rischio biologico, le sigle FFP indicano il grado di filtrazione che ognuna di loro possiede: 1(FFP1), 2 (FFP2) e 3 (FFP3), definendo il livello di protezione dell’operatore a aerosol e goccioline con il seguente grado di efficienza:

– FFP1: filtrazione dell’80%;

– FFP2: filtrazione del 94%;

– FFP3: filtrazione del 98%.

Inoltre, i facciali filtranti sono ulteriormente classificati come:

– Utilizzabili solo per un singolo turno di lavoro e indicati con la sigla NR;

– Riutilizzabili (per più di un turno di lavoro) e indicati con la sigla R.

Le semimaschere facciali filtranti di tipo FFP2, sono equivalenti ai respiratori classificati N 95 e
quelli di tipo FFP3 a quelli classificati N 99 dalla normativa statunitense. Inoltre, riguardo al loro
utilizzo, si indica che:

Quale mascherina ci protegge dal coronavirus? E’ raccomandato l’utilizzo di dispositivi con fattore di protezione FFP3 quando il patogeno è trasmissibile per via aerea, come nel caso del nuovo coronavirus SARS-CoV-2.

QUANDO E’ UTILE INDOSSARE UNA MASCHERINA?

Facciamo subito una precisazione importante: poichè le mascherine nascono come dispositivi di protezione individuale in ambito sanitario, possono essere utili esclusivamente per proteggersi in un ambiente frequentato da persone infette. Al contrario, se è il portatore della mascherina ad essere infetto, non ci sono evidenze scientifiche che le particelle infette vengano filtrate verso l’ambiente.

Nelle città in cui non ci sono prove di circolazione del nuovo coronavirus, ma solo casi sporadici, non trova grande utilità indossare mascherine o respiratori quando si è all’aperto se si rispettano le distanze di sicurezza, come prescritto dal DPCM 11-3-2020. Quale mascherina ci protegge dal coronavirus?

COME UTILIZZARE CORRETTAMENTE LE MASCHERINE

Per utilizzare al meglio le mascherine, è prima di tutto importante provare la loro tenuta prima di ogni utilizzo, verificando che siano perfettamente aderenti al volto. Inoltre è bene sapere che la tenuta sul viso può non essere garantita in presenza di barba e/o baffi.

 Ecco alcune regole generali da seguire:

  • Lava le mani con acqua e sapone o strofinale con una soluzione a base di ipoclorito di sodio, prima di indossare la mascherina;
  • Evita di toccare la valvola o il tessuto mentre la indossi;
  • Quando diventa umida, sostituiscila con una mascherina nuova e non riutilizzarla;
  • Togli la mascherina senza toccare la parte anteriore;
  • Gettala in un sacchetto e lavati le mani.

QUANDO VANNO SOSTITUITE ED ELIMINATE

Le mascherine chirurgiche vanno sostituite dopo qualche ora di utilizzo, per essere poi definitivamente eliminate. Indossarle non è comunque una garanzia di protezione, perché – come abbiamo anticipato – non hanno la capacità di filtrare gli aerosol biologici.

Le maschere filtranti classificate FFP, invece, hanno un filtro che perde la sua capacità filtrante dopo qualche ora di utilizzo e andrebbero quindi smaltite. Ricordate di sostituirle appena mostrano segni di cedimento o quando vengono esposte a umidità o a temperature che possono averle danneggiate. Il nostro consiglio è quello di seguire anche le indicazioni del fabbricante.

ATTENZIONE ALLE SPECULAZIONI

Sono ormai tantissime le segnalazioni di mascherine protettive vendute online che, speculando sull’emergenza coronavirus, hanno subìto rincari spaventosi. Abbiamo monitorato i prezzi di questi prodotti sui principali siti web di e-commerce, scoprendo situazioni eticamente indecorose in piena violazione al Codice di Consumo. Ricordiamo, infatti, che il prezzo normale di una mascherina FFP3, si aggira tra i 5,00 e i 10,00 euro.

Per tutti i quesiti inerenti il nuovo coronavirus, raccomandiamo di informarsi tramite sito del Ministero della Salute:

http://www.salute.gov.it/nuovocoronavirus

Per conoscere il numero di persone colpite in Italia  clicca qui

Per conoscere il numero di persone colpite nel mondo clicca qui

 

Coronavirus. Cosa devono fare i pubblici esercizi.

Coronavirus. Cosa devono fare i pubblici esercizi.

Coronavirus. Cosa devono fare i pubblici esericizi. In seguito all’aumento dei casi di infezione da nuovo Coronavirus, il Ministero della Salute sta emanando delle circolari alle ASL territorialmente competenti, con alcune disposizioni da rispettare.

Per quanto riguarda la protezione dei lavoratori dal rischio virus SARS COV – 2, come generalmente per il rischio biologico, si ricorda che le attività di prevenzione dei lavoratori, come disposto dal D.Lgs. 81/2008 e s.m.i., sono poste in capo al datore di lavoro.

Le misure di prevenzione si attuano in collaborazione con il medico competente il servizio di prevenzione e protezione, facendo riferimento al titolo X – esposizione ad agenti biologici del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.

E’ pertanto opportuno prevedere, per tutte quelle aziende dove operano addetti esposti in maniera deliberata o accidentale al rischio biologico da Coronavirus, l’aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi e la fornitura di idonei DPI (dispositivi di protezione individuale).

Per tutti i lavoratori valgono le regole di buone prassi igieniche generali per la prevenzione di tutte le malattie respiratorie:

  1. Lavarsi le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi o con una soluzione a base alcolica al 60%;
  2. Evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di affezioni respiratorie acute;
  3. Non toccarsi occhi, naso e bocca se prima non ci si è disinfettati le mani;
  4. Coprire la bocca e il naso quando si starnutisce o si tossisce;
  5. Non usare gli antibiotici ed antivirali, se non consigliati dal medico;
  6. Pulire e disinfettare le superfici con soluzioni a base di cloro o alcool;
  7. Usare la mascherina solo in caso di presenza di sintomi quale tosse, starnuti, o se si assiste una persona con sospetta infezione da nuovo coronavirus, (viaggio recente in Cina o altre aree a rischio e sintomi respiratori);
  8. I prodotti made in China e i pacchi in arrivo dalla cina non costituiscono un pericolo.

I pubblici esercizi che possono restare aperti secondo il DPCM dell 11-3-2020, devono mettere a disposizione dei lavoratori e dei visitatori, ove via siano locali aperti al pubblico, soluzioni disinfettanti per l’igiene delle mani e bisogna affiggere in maniera visibile, l’informativa allegato 1 dell’Ordinanza n. Z00002 del 26-2-2020 del Presidente della Regione Lazio.

 

Coronavirus. Cosa devono fare i pubblici esercizi che vendono o somministrano alimenti.

 

Sono sospese le attività commerciali al dettaglio, ad eccezione delle attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità individuate nell’allegato 1 del DPCM dell 11-3-2020, sia nell’ambito degli esercizi commerciali di vicinato, sia nell’ambito della media e grande distribuzione.

Sono chiusi, indipendentemente dalla tipologia di attività svolta, i mercati, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari. Restano aperte le edicole, i tabaccai, le farmacie, le parafarmacie. Deve essere in ogni caso garantita la distanza di sicurezza interpersonale di un metro.

Sono sospese tutte le attività di ristorazione (compresi bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di un metro. E’ consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio, purché si rispettino le norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto.

 Possono continuare a operare normalmente, gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande ubicati nelle aree di servizio e rifornimento carburante situati lungo la rete stradale, autostradale e all’interno delle stazioni ferroviarie, aeroportuali, lacustri e negli ospedali garantendo la distanza di sicurezza interpersonale di un metro.

Il Comune di Roma fa sapere di aver disposto la chiusura temporanea di tutti i musei, i teatri e tutti i luoghi e gli istituti della cultura. “Ricordiamo che rimarranno perciò chiusi anche il sistema dei musei civici, il palazzo delle esposizioni e anche la Casa del cinema come le biblioteche”, si legge in una nota del Campidoglio.

Chiusi pub, discoteche, sale giochi e bingo

Sono sospese le attività di pub, scuole da ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati. La pena per la non osservanza di tali disposizioni è la sospensione dell’attività.

Corso HACCP Roma

Corso HACCP Roma

Corso haccp Roma. Di seguito i principali quesiti.

1. Chi deve fare il corso haccp?

Il corso haccp deve essere frequentato da tutte quelle figure professionali che hanno intenzione di lavorare a contatto diretto o indiretto con gli alimenti; dal barista, all’addetto mensa.

2. Il libretto di idoneità sanitaria per gli alimentaristi esiste ancora?

Il libretto di idoneità sanitaria per gli alimentaristi, non esiste più nella Regione Lazio, poichè è stato sospeso nel 2006 dalla Delibera della Regione Lazio n. 230. Da tale data, pertanto, gli alimentaristi, per poter lavorare nel settore alimentare, devono ottenere l’attestato haccp attraverso la frequentazione di un corso di formazione.

3. Il corso haccp roma è organizzato dalla Regione Lazio?

I corsi haccp non sono organizzati dalla regione, ma bensì da enti privati, ovvero studi professionali, abilitati a tale scopo.

4. Quali sono i corsi haccp roma riconosciuti?

I corsi haccp sono ritenuti validi, solamente in questi casi:

a. in aula se erogati da docenti qualificati in possesso di laurea triennale in ambiti tecnico scientifici con comprovata esperienza nel settore;

b. in modalità online se certificati da organismi paritetici, (gli attestati haccp emessi Studiolab sono validati dall’Organismo Paritetico Enbiform).

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5. Quanto durano i corsi haccp?

Come descritto dalla Delibera della Regione Lazio 825 del 2009, la durata dei corsi di formazione per ottenere l’attestato haccp, è la seguente:

a. OSA, ovvero operatore del settore alimentare e Responsabili della Gestione delle procedure haccp: corso di formazione della durata non inferiore alle 20 ore;

b. Addetti alla Manipolazione degli Alimenti, ovvero tutto il personale alimentarista: corso di formazione della durata non inferiore alle 6 ore.

6. L’attestato haccp deve essere aggiornato?

Per rispondere a questo quesito, dobbiamo nuovamente consultare la Delibera della Regione Lazio 825 del 2009, la quale così recita:

“Un’adeguata formazione del personale operante presso le imprese alimentari, rappresenta un requisito indispensabile per garantire la sicurezza igienica dei prodotti”.(….)

“In Tutti i casi, il processo formativo non può essere un fatto puramente episodico, e deve quindi, assumere i caratteri di un percorso permanente, capace, cioè, di verificare ed adeguare nel tempo le conoscenze e le competenze dei diversi operatori. Allo scopo devono essere previsti aggiornameni periodici di tale percorso, in particolare in ccasione delle modifiche del ciclo produttivo, degli impianti e/o della normativa di riferimento”.

Il rinnovo del corso haccp roma è pertanto consigliato con frequenza almeno biennale

7. Corso haccp roma anche per aziende?

Con Studiolab è possibile acquistare dei corsi haccp per aziende, grazie ai nostri pacchetti personalizzati, consultabili CLICCANDO QUI>

8. Prezzi corso haccp roma

I prezzi dei corsi haccp emessi da Studiolab, sono consultabili nella sezione dedicata del nostro sito web, CLICCADO QUI>.     

9. Rinnovo haccp roma

Con Studiolab è possibile rinnovare, ovvero aggiornare il proprio attestato haccp, attraverso la frequentazine di un corso della durata di sei ore, in modalità online oppure in aula.

10. Dove frequentare il corso haccp a Roma?

i corsi haccp in aula a roma, possono essere seguiti nelle aule del CampusX dell’Università degli Studi di Tor Vergata, in Via di Passo Lombardo, 341.

LINK UTILI

Ecco una serie di link utili inerenti i corsi haccp e il corso ex rec a Roma:

Circolare Ministero dello Sviluppo Economico chiarimenti sui corsi ex REC CLICCA QUI>

Chiarimenti sull’haccp dal Ministero della Salute CLICCA QUI>

 

 

 

Corso haccp Roma

Corso haccp Roma

Per poter lavorare in una qualsiasi tipologia di impresa alimentare, è necessario ottenere un’abilitazione sostitutiva del vecchio Libretto di Idoneità Sanitaria. Questa abilitazione si ottiene attraverso la frequentazione di un corso di formazione, comunemente denominato corso haccp a Roma per alimentaristi o corso per ottenere l’attestato haccp.

L’obiettivo del percorso formativo, è quello di far operare consapevolmente non solo i titolari di imprese alimentari, ma anche tutti gli addetti alla manipolazione degli alimenti. L’ottenimento dell’attestato haccp, dimostra il possesso delle conoscenze relative alla microbiologia degli alimenti, alla loro corretta manipolazione, conservazione e soprattutto alle procedure di sanificazione degli ambienti e delle attrezzature.

L’UNIONE EUROPEA E LA FORMAZIONE DEGLI ALIMENTARISTI

Nel 2004, veniva pubblicato il “Pacchetto Igiene” un insieme di regolamenti, che armonizzava tutte le normative in ambito igienico – sanitario a livello europeo. Nel Regolamento 852 del 2004 all’allegato II capitolo XII, viene specificato che l’operatore del settore alimentare, ovvero il titolare dell’azienda, deve assicurare l’idonea formazione del proprio personale,  dagli addetti alla manipolazione degli alimenti o responsabili della gestione delle procedure HACCP.

IL LIBRETTO SANITARIO NELLA REGIONE LAZIO

Che fine ha fatto il  Libretto di idoneità Sanitaria nella Regione Lazio? Come forse non tutti sanno, è stato soppresso nel 2006, con la Delibera n. 230. Successivamente, con la Delibera 825 del 2009, venivano specificati i criteri per ottenere il corso haccp roma, definendo le ore di formazione minime da frequentare e i programmi didattici.

CORSO HACCP ROMA CON STUDIOLAB

Con Studiolab, è possibile seguire un corso haccp roma per ottenere un attestato valido su tutto il territorio nazionale e nella comunità europea.

Il corso è svolto in conformità alle prescrizioni del Reg.CE 852/2004 allegato II capitolo XII e della Delibera della Regione Lazio 825 del 2009 e può essere svolto sia in aula presso il CampusX dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, sia in modalità online. I corsi erogati in modalità FAD (online) sono certificati dall’Organismo Paritetico Nazionale Enbiform.

TIPOLOGIE DI CORSI HACCP EROGATI DA STUDIOLAB

TITOLARI O RESPONSABILI HACCP DELEGATI
Durata ore 20. Il percorso formativo si effettua in sostituzione dell’ex Libretto Sanitario ed è previsto  per tutti i titolari di imprese alimentari o loro delegati Responsabili della Gestione delle procedure h.a.c.c.p. secondo quanto previsto dal Regolamento Europeo 852/04 e Delibera Regione Lazio 825/2009;

ADDETTI CHE MANIPOLANO ALIMENTI
Durata ore 8. il percorso formativo si effettua in sostituzione dell’ex libretto sanitario ed è previsto per tutti quegli addetti che conservano, commerciano, producono e manipolano alimenti e bevande (chef, pasticceri, panificatori, cuochi, aiuto cuochi, macellai, baristi, ecc.), secondo quanto previsto dal Regolamento Europeo 852/04 e Delibera Regione Lazio 825/2009;

ADDETTI CHE NON MANIPOLANO ALIMENTI
Durata ore 6. Il percorso formativo si effettua in sostituzione dell’ex libretto sanitario ed è previsto per tutti quegli addetti che non manipolano alimenti (magazzinieri, addetti al confezionamento, addetti al servizio ai tavoli), secondo quanto previsto dai Regolamenti Europei 852/04 e 178/02.

AGGIORNAMENTO PER TUTTE LE FIGURE
Durata ore 6. Il percorso formativo si effettua in sostituzione dell’ex libretto sanitario ed è previsto per tutte le figure di un’impresa alimentare (titolari, responsabili haccp delegati e tutti gli addetti alla manipolazione degli alimenti), secondo quanto previsto dai Regolamenti Europei 852/04 e 178/02.

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QUANTO COSTA UN CORSO HACCP A ROMA?

Il prezzo per ottenere un attestato haccp con Studiolab va dai € 25,00 iva compresa per un corso da addetto che manipola alimenti in modalità online, a € 90,00 iva compresa per un corso haccp in aula per titolare.

QUANTE ORE DURA IL CORSO HACCP?

Il corso HACCP ha una durata di 6 ore per gli Addetti che non Manipolano Alimenti, di 8 ore Addetti che non Manipolano Alimenti  e di 20 ore per i titolari o loro delegati Responsabili haccp.

La periodicità dell’aggiornamento degli attestati haccp è biennale e comunque ogni volta che ci sono cambiamenti nel ciclo produttivo e ogni volta che si cambia tipologia di impresa in cui si opera: es. addetto che dalle lavorazioni di una pasticceria, presta la sua opera in una ristorazione collettiva.

CHE COS’E’ L’ATTESTATO HACCP?

E’ un’abilitazione che devono conseguire che vogliono lavorare nel settore alimentare, dallo stoccaggio alla somministrazione (bar, pasticcerie, panifici, ristoranti, macellerie, frutterie, mense collettive, ecc.).